dimensione olistica del perdono

Dimensione olistica del perdono

Per secoli il perdono è stato considerato una pratica circoscritta quasi esclusivamente in ambito religioso e spirituale (Rye et al., 2000). In particolare per la religione cristiana il perdono è uno dei precetti fondamentali, uno dei punti fermi e imprescindibili dell’insegnamento del Cristo.

Tuttavia il termine aphiemi si riferisce anche, nel suo significato originario, all’atto di lasciare andare, di liberare, o di dimenticare, inteso nel senso di lasciare cadere o di rimettere i debiti. Il buddismo sviluppa invece il senso della compassione come elemento fondamentale del perdono. La compassione buddista è legata e a volte coincide con l’amore universale e incondizionato, anzi ne è un’espressione.

Alla radice della compassione esiste una concezione unitaria dell’esistenza, dove tutto è collegato e unito e niente ha un’esistenza separata e intrinseca. Ogni avvenimento è quindi connesso agli altri ed esiste in relazione agli altri, rappresentando una delle infinite manifestazioni fenomeniche di un’unica realtà essenziale. In questo contesto il perdono può essere il mezzo per divenire consapevoli di una realtà essenziale olistica.

In relazione al concetto di perdono è fondamentale anche quello di Karma, ovvero la legge di azione e reazione secondo cui le azioni (origine) compiute in questa o in esistenze passate determinerebbero delle reazioni uguali e contrarie che sarebbero la causa della sofferenza o del piacere che viviamo in questo momento o in esistenze future. Il concetto di Karma è un forte agente motivante al perdono e un potente inibitore nei confronti sia delle azioni negative da compiere nei confronti degli altri (offese) e sia per quanto riguarda una ipotetica vendetta nei confronti del carnefice.

Certo è che le persone che ritengono importanti i valori spirituali tendono a collocare il perdono tra quelle virtù fondamentali alla comprensione dell’esistenza e investono di più sulla scelta di perdonare. Tutte le grandi religioni monoteiste hanno utilizzato il concetto di perdono in una posizione fondamentale.

La funzione fortemente liberatoria del perdono, quando il suo processo è compreso a fondo, è capace di cambiare profondamente la personalità, rinnovando le relazioni e portando la persona oltre il giudizio, in un contesto dove avviene l’accettazione reale della possibilità di sbagliare, propria e degli altri.

Molti psicologi si sono resi conto che il perdono può essere compreso profondamente solo in un’ottica olistica. Un intervento terapeutico potente e un’esercitazione intellettuale dove il paziente prende la decisione di perdonare.